Il convegno per i 30 anni del Consorzio dei Comuni Trentini ha lasciato un messaggio chiaro: l’autonomia non è solo un insieme di competenze, ma un modo di costruire comunità.
Dagli interventi è emersa una visione condivisa secondo cui:
- La sussidiarietà significa lavorare insieme: istituzioni, Comuni, volontariato, cooperative, imprese e cittadini devono essere alleati nella costruzione del bene comune.
- Fare rete è la risposta alle grandi sfide del nostro tempo: dalla transizione digitale ed ecologica alla casa, dalla sicurezza alla carenza di personale nei Comuni, fino ai servizi nelle aree montane.
- Prendersi cura delle persone deve restare il cuore dell’azione pubblica: anziani, famiglie, giovani e persone fragili non sono un capitolo della spesa, ma la misura della qualità di una comunità.
- I giovani hanno voglia di partecipare, di fare volontariato, di essere protagonisti. Dobbiamo offrire loro opportunità concrete per costruire il futuro in Trentino.
- L’energia e l’acqua sono un patrimonio delle nostre comunità. Le scelte sulle grandi concessioni idroelettriche dovranno continuare a garantire il controllo pubblico e ricadute positive per il territorio.
- La digitalizzazione è una grande opportunità, ma deve essere inclusiva, accompagnare i cittadini e semplificare la vita delle amministrazioni, senza sostituire il valore delle relazioni umane.
Mi porto a casa una convinzione: l’autonomia vive quando le istituzioni ascoltano, quando i Comuni collaborano, quando il volontariato è valorizzato e quando le comunità diventano protagoniste delle scelte.
Il Trentino ha una grande tradizione di cooperazione, responsabilità e partecipazione. È da qui che dobbiamo ripartire per affrontare le sfide del futuro, con uno sguardo rivolto ai giovani e alle prossime generazioni.
Perché un territorio cresce davvero quando nessuno resta indietro e quando il bene comune diventa responsabilità di tutti.




